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Il Go e’ arte e la strategia & tattica

Ventiquattresima puntata, 1 luglio 2014

Il Go E’ arte!

Gia’ in passato abbiamo analizzato i rapporti tra il Go e le varie forme artistiche presenti nel mondo. Abbiamo anche visto in uno dei precedenti episodi che in Cina era considerata una delle 4 arti principali.
Grazie all’articolo realizzato da Wlodzimierz Malinowski, prendendo in prestito le sue parole, questa volta proviamo a spiegare come questa antica disciplina possa essere considerata un arte a se stante.

Che cos’e’ la bellezza? Cosa possiamo chiamare arte? Per qualcuno la bellezza e’ collegata ai concetti di armonia e proporzioni. Altri potrebbero vedere della bellezza nella logica di equazioni matematiche, in una poesia o in una canzone.
Cio’ che caratterizza un processo creativo e’ cio’ che viene chiamato ”liberta’ artistica”. L’arte riempie un vuoto, riempie pagine bianche con parole e tele vuote con dipinti. Anche un goban vuoto puo’ dare vita ad un processo creativo dall’alto valore artistico. L’arte e’ intrinseca alla natura umana. L’arte e’ bellezza capita da tutti, senza alcun riguardo dei diversi bagagli culturali. Dato che il Go aderisce a tutte queste caratteristiche, esso stesso puo’ essere considerato un’arte.

Il Go e’ anche meraviglioso graficamente. Le pietre bianche e nere che vengono posizionate su una tela fatta di legno creano schemi intriganti e bellissime forme. Ogni volta che riusciamo a creare una forma piena di armonia, che lavori bene assieme alle altre pietre, ci sentiamo come un architetto che ha appena finito di disegnare un ponte solido e bello da vedere. Quando le nostre pietre non riescono ad estendersi come vorremmo, perdiamo subito il nostro sorriso e capiamo immediatamente che la brutta forma che abbiamo costruito sta uccidendo il nostro gruppo. Si puo’ tranquillamente dire che cercare l’armonia e la bellezza nel Go e’ una necessita’, perche’ le mosse ritenute giuste sono anche quelle che creano forme eleganti e semplici.

La mossa 127 (1 in figura) chiamata “ear-reddening move” venne giocata tra Honinbo Shusaku, quando era ancora un adolescente, e Gennan Inseki capo della casata Inoue. Un medico non proprio esperto di Go vedendo le orecchie di Gennan arrossarsi capi’ subito che Shusaku avrebbe vinto. Tale era la bellezza di quella mossa che Shusaku riusci’ a vincere la partita ormai persa.

A differenza della pittura o della scultura, una partita di Go e’ un opera realizzata da due autori contemporaneamente come risultato di una rivalita’ che durante l’incontro si trasforma in una sorta di cooperazione. Per dare vita a un capolavoro goistico entrambi i giocatori devono usare tutte le loro capacita’ ed esprimere il loro miglior gioco possibile.

Una volta venne chiesto ad un professionista che cos’e’ fondamentale per un giocatore di Go, ed egli replico’: l’immaginazione. Una buona memoria e l’abilita’ nel contare non bastano, la fantasia e’ la vera chiave di volta. Un evoluzione interna della propria immaginazione si accompagna ad uno sviluppa della propria personalita’. Per riuscire a giocare bene, un buon goista, dopo aver studiato a lungo, deve imprimere il proprio stile ed i propri pensieri al suo gioco.
E’ interessante come si possa osservare il carattere di una persona anche solo guardandolo mettere le pietre sul goban. Il suo temperamento si manifesta anche nella maggiore inclinazione verso una strategia di gioco piu’ aggressiva o piu’ difensiva. Ci sono giocatori che preferiscono una sviluppo piu’ pacifico della partita, mentre altri vogliono solo distruggere i tuoi piani ed uccidere qualsiasi cosa ci sia sul goban. Secondo molti professionisti esistono tre virtu’ da sviluppare: temperanza, pazienza ed equilibrio.
Il Go induce queste caratteristiche in chi lo gioca ed aiuta a migliorarle. Inoltre il Go riesce a liberare forti emozioni. Uno scontro per la sopravvivenza può diventare nella mente di chi sta giocando cosi violento come una vera lotta per la vita e la morte. Ci troviamo spesso a lottare per la salvezza delle nostre pietre come se dovessimo difendere la nostra stessa vita. Mentre giocano a Go pero’, i goisti dovrebbero trattenersi dall’esprimere le loro emozioni in maniera fin troppo eccessiva; la gioia dopo un momentaneo successo o la depressione derivante da uno scontro perso potrebbero annullare, o anche solo indebolire, le loro capacita’. Servono serenita’ e compostezza per stimare cosa stia accadendo realmente sul goban e aumentare le loro possibilita’ di vincere la partita. Anche se difficile controllare le emozioni, mantenere il proprio equilibrio psicofisico aiuta chiunque a giocare meglio.

Tattica e strategia

Abbiamo parlato di arte e di belle forme, quindi ci sentiamo in dovere di insegnare qualcosa a riguardo. Tratteremo 6 belle forme e 6 brutte forme (bisogna anche imparare cosa evitare 😀 ) insegnate da Victor Chow, un amatore sudafricano molto forte.

1° bella forma: doppio hane

Il doppio hane puo’ sembrare una mossa pericolosa pero’, a parte alcuni casi, risulta molto efficace per fare buona forma, o per indurre l’avversario ad una brutta se non risponde correttamente.

Solitamente Bianco risponde connettendo con 1.

Bianco connette con 1 in modo da fare un triangolo pieno. Potrebbe anche dare atari in uno dei 2 punti B, ma Nero connetterebbe facendo bella forma con un triangolo pieno. Se invece Bianco si estende con A Nero puo’ dare atari costringendolo a fare brutta forma.

Con 2 pietre le cose cambiano.

Adesso Bianco puo’ scendere con 1 oppure fare anche lui doppio hane, connettendo con B farebbe brutta forma. Bianco potrebbe pensare di fare la bocca della tigre con C, ma Nero darebbe subito atari, inducendo nuovamente Bianco a fare brutta forma. Al solito bianco puo’ decidere di dare atari prima di scegliere una di queste opzioni.

Bianco sarebbe davvero nei casini se ci fosse una pietra nera di troppo.

In questo caso A non e’ piu’ possibile a causa del doppio atari in B, cio’ rende 1 e C le uniche risposte possibili. Tuttavia abbiamo già visto che C porta inevitabilmente a fare brutta forma, inoltre dopo 1 resta un pericoloso taglio in B.

3 pietre spesso e’ il limite dell’efficienza del doppio hane.

Nero costringe Bianco a giocare 1 ma in seguito non ha modo di portare Bianco a fare brutta forma.

Il doppio hane questa volta non e’ un opzione.

Se Bianco prova a fare il doppio hane in risposta la sequenza fino a 7 e’ inevitabile ma il risultato è favorevole per Nero.

Esistono sempre delle eccezioni nel Go e questo vale anche per le belle forme.
Nel caso del doppio hane farlo in prima linea porta a svantaggiose conclusioni

Se Nero fa doppio hane Bianco e’ in grado di creare un Ko.

Che mi dite invece del triplo hane? 😉 Siete in grado di creare un esempio dove sia effettivamente giocabile?

Attenzione! Ma che sta succedendo? Il sole si e’ inavvertitamente avvicinato alla terra facendo alzare le temperature!
Adesso saremo costretti ad andare al mare e divertirci 🙁

“Ma che ne sara’ delle altre 11 forme? Come faro’ a vivere senza saperne i segreti?” Se ti stai chiedendo questo non aver paura torneremo a settembre piu’ carichi che mai. Riuscirai a resistere?

Il testo e gli schemi goistici di quest’opera sono distribuiti con Licenza CC BY-SA 4.0 DEED (sono state apportate alcune correzioni, inseriti alcuni link e alcune immagini sono state aggiunte o sostituite rispetto all’originale).

Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

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