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Le pietre e la strategia & tattica

Tredicesima puntata, 14 aprile 2014

Equipaggiamento da Go: le pietre

Le pietre sono un altro elemento fondamentale per un set di Go. Tradizionalmente sono bianche e nere, ma possono essere usati 2 colori qualsiasi, a patto che siano facilmente distinguibili.

Ne esistono principalmente 2 tipi: giapponesi (biconvesse, con la stesso convessita’ su entrambi i lati) o cinesi (piatte da un lato). Il materiale piu’ comune con cui vengono realizzate oggi pietre dal costo relativamente contenuto e’ il vetro. Il loro valore puo’ comunque variare in maniera considerevole, esistono ad esempio set molto economici con pietre la cui dimensione puo’ variare sensibilmente da pezzo a pezzo. Le pietre piu’ economiche sono realizzate con la plastica; per molti giocatori non danno buoni risultati al tatto, inoltre sono molto propense a subire numerosi errori di fabbricazione. Storicamente, nei paesi asiatici venivano usati altri materiali, ad esempio osso o legno.

Nei tempi antichi le pietre venivano ricavate da gemme preziose. Tradizionalmente gli aristocratici cinesi giocavano con set fatti di giada (nero) e quarzo (bianco). Ancora oggi alcune di queste pietre vengono utilizzate nei tornei più importanti. La tradizione giapponese prevede invece l’utilizzo di ardesia per il nero e conchiglie per il bianco. Se l’ardesia e’ relativamente facile da trovare, le pietre realizzate in conchiglia sono molto costose. Maggiore e’ il numero di linee dritte su di esse maggiore è il loro valore.

Alcune pietre in giada
Una pietra in conchiglia – yuki

Le pietre realizzate con conchiglie coltivate sulle coste del Giappone vengono classificate secondo 3 gradazioni: hana (fiore), tsuki (luna), yuki (neve). Le pietre yuki sono quelle più bianche di tutte e presentano anche la miglior decorazione possibile. Le pietre hana e tsuki hanno linee piu’ larghe e una colorazione leggermente peggiore. Per le pietre realizzate dalle conchiglie delle coste del Messico rimangono le gradazioni di tsuki e yuki, mentre quella di hana si trasforma in jitsuyo (standard). Le pietre giapponesi hanno un costo di mercato 3-4 volte superiore rispetto a quelle messicane. Il prezzo puo’ variare anche a seconda dello spessore, espresso secondo una misura di distanza tipicamente giapponese.

Tradizionalmente le pietre bianche vengono realizzate con il guscio della Meretrix Iusoria. Dato però che queste conchiglie spesso non raggiungono lo spessore necessario (tra gli 8 e i 10 mm), molte volte si ricorre alla Giant Clam. Questa specie e’ classificata a rischio di estinzione, il suo utilizzo ha quindi portato a numerose discussioni di carattere etico.

Alcuni scarti dei giganteschi gusci

E’ importante prendersi cura delle proprie pietre per mantenere intatto il loro aspetto estetico. Il maggior problema che riguarda la manutenzione delle pietre in conchiglia e’ la loro sensibilità agli acidi. Gli oli naturali della pelle non fanno bene alle pietre bianche. Per lavarle e’ preferibile usare acqua tiepida e un sapone delicato, importante e’ stare attenti a non causare cambi troppo bruschi di temperatura e ad effettuare un ultimo risciacquo con acqua distillata. Dopo averle lavate e’ bene metterle in una busta di plastica assieme della cera in polvere per migliorare la loro lucentezza. E’ molto più semplice prendersi cura delle pietre nere. L’importante e’ fare attenzione a non usare un contenitore di metallo per il lavaggio ed il risciacquo perche’ le pietre potrebbero andare a sfregarsi su di esso rovinandosi. Per conferire loro brillantezza e’ necessario utilizzare alcune gocce di olio (adatto per superfici in ardesia), da rimuovere poi con del cotone per lasciare una patina protettiva sulla pietra. Per quelle realizzate in vetro e in giada basta soltanto lavarle con acqua tiepida e sapone.
Questo e’ tutto quello che c’era da sapere riguardo al materiale da gioco. Adesso hai tutti gli strumenti in mano per aver il tuo equipaggiamento personale.

Strategia e tattica

26 e’ il salto piu’ sicuro e veloce, gli altri o hanno delle debolezze o sono troppo lenti.

Aiuto mi hanno approcciato l’angolo, e adesso che faccio? Questa e’ una domanda tipica di un neofita del Go. Don’t panic! Prendete il vostro asciugamano e andiamo ad analizzare insieme le varie possibilita’.

L’hoshi (a destra) e il komoku (a sinistra) con i loro approcci piu’ comuni.

A parte qualche caso particolare, un angolo si approccia a distanza. Adesso tocca a noi scegliere che tipo di risposta fare. Esistono 3 opzioni principali: prendersi pacificamente il lato adiacente a quello approcciato, pinzare o giocare a contatto.
Vediamo l’opzione piu’ semplice e pacifica con un esempio gia’ visto:

Nero dice: ““Fai pure io mi prendo l’altro lato”, bianco ne approfitta ma nero interviene: ““mo’ basta, buono ma mica scemo””, a questo punto bianco se ne va estendendosi sul suo lato.

E’ uno sviluppo molto comune, anche se lo vedrai con mosse differenti la logica sara’ sempre quella.
La pinza invece e’ quella che mette più in crisi di tutti, ma non c’e’ da preoccuparsi: e’ molto più semplice di quello che sembra!

Nero pinza e adesso?

Intanto bisogna capire come mai si pinza; la pinza apre molti sviluppi di gioco, l’avversario di solito ha la scelta di prendersi l’angolo in cambio di influenza o di giocare di influenza lasciandosi delle possibilita’ nell’angolo. Chi pinza deve aver pronte delle strategie per entrambe le ipotesi, ovviamente preferira’ una più dell’altra. Lo scopo del pinzato e’ capire cosa voglia l’avversario dalla pinza e magari, se possibile, adottare un’altra opzione.
Vediamo quindi una classica pinza e le sue possibili risposte senza troppi spoiler.

Queste sono le possibilità piu’ giocate di questa pinza, ognuna di esse ha una strategia dietro, con il tempo le imparerai tutte 🙂

Vediamo infine l’approccio a contatto, usato in situazioni particolari di superiorità locale.

Normalmente sembra che nero abbia preso un grande angolo, tuttavia bianco puo’ invadere con successo in A.

Questa volta bianco non ha l’estensione e deve scappare al centro. Nero ha quindi il tempo di sistemare la sua debolezza.

Per il komoku le cose cambiano un po’, in particolare per l’approccio alto.
Ora sapete più o meno che fare quando venite approcciati. Vediamo allora se avete imparato 🙂


Nero gioca un opzione pacifica con 1, come continuera’ la sequenza?

Il testo e gli schemi goistici di quest’opera sono distribuiti con Licenza CC BY-SA 4.0 DEED (sono state apportate alcune correzioni, inseriti alcuni link e alcune immagini sono state aggiunte o sostituite rispetto all’originale).

Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

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